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Notte Nazionale del Liceo Classico – XI EDIZIONE
Data: 27/03/2025

Anche quest’anno il Liceo Ginnasio Statale Giovanni Verga di Adrano - indirizzo Classico partecipa alla XI edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico, che si svolgerà venerdì 4 aprile 2025, dalle 18.00 alle 24.00, presso la sede di Via Donatello.
L’evento, sostenuto dal MIM, nasce da un’idea del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale (CT) e ora Ricercatore di Filologia classica presso l’Università di Torino, al fine di dimostrare che il curricolo del classico è ancora pieno di vitalità.
Anche quest’anno, per l’undicesima volta, la seconda a cui partecipa il nostro liceo, prenderà forma l’idea del prof. Rocco Schembra e, in contemporanea, “i licei classici aderenti apriranno le loro porte alla cittadinanza e i giovani protagonisti si esibiranno in tutta una serie di performance legate ai loro studi e alla esaltazione del valore formativo della cultura classica”, proponendo varie attività tra cui recitazioni teatrali, concerti, interviste ad ospiti d’onore, dibattiti, aule tematiche.
Il tema su cui sono chiamati a riflettere gli studenti dei Licei classici che aderiscono alla XI edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico è il seguente: “Mediterraneo/Mediterranei: mare in mezzo alle terre, terre in mezzo al mare”. Si legge nel comunicato ufficiale del Coordinamento Nazionale della Notte del Liceo Classico:
È difficile dire cosa sia il Mediterraneo. Il Mediterraneo è geografia e storia. Matvejevic scrive che è Europa, Magreb e Levante; giudaismo, cristianesimo e Islam; il Talmud, la Bibbia e il Corano. Atene e Roma. Gerusalemme, Alessandria e Costantinopoli. E molto altro ancora. Uno spazio che è insieme fisico (il mare e la costa) e dell’anima (la meditazione, la nostalgia). Luogo di incontri, scambi, porto, accoglienza, antica saggezza e insieme campo di battaglia, centro di violenza, scontro, respingimento, morte. Punto di attracco e partenze, scogliera e approdo, il Mediterraneo vive di contrasti. Ma è anche la poesia antica dei nostri padri, di Omero e di Virgilio, e quella moderna di Kavafis, Hikmet, Char. È il luogo della vita e della morte, della pace e della guerra, della rinascita dall’acqua e delle tragedie del mare. Il grido disperato dei marinai del passato in preda alle tempeste, l’urlo assordante dei profughi di oggi. Su questo stesso mare convivono la grandezza e la vacuità, la speranza e l’odio, la fede e la superstizione.
La bellissima locandina dell’evento, realizzata dalla prof.ssa Valeria Sanfilippo, riflette la relazione complessa tra l’uomo e il mare: una grande figura femminile, che simboleggia la vastità e la forza del mare, capace di dare e togliere la vita, protende il braccio verso una piccola figura maschile - sulla cresta di un’onda dentro un salvagente - con un gesto incerto della mano, tra un’intenzione accogliente di protezione e un’altra respingente. In basso a destra, una barca con alcuni naufraghi lotta contro le onde. Sullo sfondo un mare calmo attraversato da una barca, un porto con un faro e delle barche a riparo, un approdo dalla vegetazione composta da palme rischiarate da un cielo dal colore dell’oro che rimandano ai valori positivi di libertà, comunicazione, scambi proficui, avventura e nuove scoperte.